Febbraio 26, 2007

Giornata particolare…risveglio inquieto con progressivo rasserenamento…ora caffè, sigaretta e pensieri.

Ancora a casa senza possibilità di uscire e fuori ancora sole…comincio ad abituarmi ai lenti ritmi casalinghi. Lunghe pause, buona musica, moca…insomma piccoli piaceri. Ed anche il mio gatto Thomas manifesta approvazione per la mia presenza non solo serale con lunghe rumorosissime fusa.

In questi giorni ho ospitato una cara amica di Roma, Lilla. Quella che doveva essere solo una vacanza, è stata per lei anche l’occasione di dedicarsi al suo lavoro: il mondo culinario in tutte le sue manifestazioni. Motivo per cui sono stata sapientemente introdotta nella cultura mangereccia francese :)

La mia sperimentazione parigina in termini culinari si era limitata a piccoli ristoranti etnici senza troppe pretese e giapponesi della chic rue St. Anne (che consiglio vivamente!). Grazie alla mia esperta amica sono riuscita a fare delle ottime cene senza spendere un capitale e soprattutto ho vinto la diffidenza che provavo ogni volta che leggevo l’insegna di un ristorante senza vaghi richiami orientali.

Mi ha colpito l’attenzione nella presentazione dei piatti e soprattutto con quanta cura Lilla, in quanto critica, li osserva, li annusa e infina li assapora. All’inizio mi sembrava un pò maniacale, vista la foga con cui mi getto su un piatto ogni volta che ho fame e dunque ogni volta che vado a cena fuori, ma poi anch’io ho comiciato ad osservare quei piccoli particolari che rendono un piatto originale ed unico. Chiaramente priva di esperienza e capacità in merito, mi sono limitata ad osservare incuriosita! Per avere un piccolo reportage delle nostre esplorazioni gastromiche potete fare un giro sul suo blog cliccando qui.

Nel corso di una cena, questa volta nel fantastico quartiere cinese , ci siamo imbattute in un vicino “particolare”. Un signore vietanmità intorno ai settanta che ci ha “obbligato” ad avere una conversazione con lui. Ci ha fatto mille domande, con lunghe pause di riflessione dopo ogni risposta. Non abbiamo ben capito cosa ci facesse a Parigi, l’unica cosa chiara è che non crede nelle ricerca sul cancro e che trova il mio lavoro in ambito abbastanza inutile. Alla fine ci ha chiesto la mail per spedirci il quadro astrale e ci ha regalato due rose finte al cui interno si nascondevano dei perizomi rossi. Bah!

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