Ieri sera sono stata invitata ad un vernissage di fotografie nel mio quartiere. Non riuscivo a trovare la rue frigo, finchè dopo aver girato una buona mezz’ora sotto il diluvio intorno ad un gigante edificio bianco, un bambino mi ha detto che non sapeva dove fosse quella via ma che l’edificio gigante era appunto les frigo. Frigo è uno squat ovvero un centro sociale, occupato da circa 20 anni, imponente e al cui interno si nascondono enormi sale ricoperte da graffiti. All’interno vivono un gruppo di artisti, una trentina nel complesso. Lo spazio adibito al vernissage è una grande sala con soffitti altissimi, mentre il resto dell’edificio ha un accesso riservato.

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L’atmosfera molto piacevole e rilassata. Le foto particolari, soprattutto quelle di Xavier Lucchesi : delle radiografie, ma non solo. Presenti in sala molti fotografi e artisti. Felice  mi aggiravo con champagne alla mano! Ma non finisce qui: nel corso della serata ho avuto la fortuna di chiedere una sigaretta ad un ragazzo che divertito dal mio accento italiano, mi ha fatto fare un tour all’interno del frigo!

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L’interno è interamente dipinto e le stanze degli artisti sono ricavate da quelle che un tempo erano appunto le celle frigorifere. Abbiamo visitato a lungo tutti i piani accompagnati da un sottofondo di musica classica, che proveniva da una cella frigorifera, dove un gruppeto stava provando. Fantastico!

In questi giorni voglio tornare a visitare le altre mostre presenti nello squat.

13 arrondissement

Febbraio 25, 2007

Il tredicesimo arrondissement si trova nel sud di Parigi e vanta varie attrazioni:

la butte aux calles (quartiere universitario caratterizzato da viette in salita/discesa colme di cafè, rhumerie, restaurant, pub, sale da thè…insomma nel mio quartiere si mangia e si beve parecchio!)

parc montsouris

quartiere cinese (una chinatown parigina che non ha nulla da invidiare a quella newyorkese)

Il tredicesimo è una delle zone preferite dagli europei. A me non sembra molto parigi, o almeno non mi fa pensare a quella parigi che mi ricordavo dai film…insomma non ci si sente amelie passeggiando per la butte aux calles, anzi ci si sente piuttosto heidi in vacanza a Ginevra…ma in fondo mi trovo bene qui e malgrado i progetti iniziali di spostarmi a montmartre, ho deciso di restare.

Il luogo dove maggiormente amo passeggiare e che più ha stimolato la mia curiosità è il quartiere cinese. Superata di pachi passi la stazione del metrò Tolbiac, si cominciano a leggere le prime scritte in cinese e girando per avenue d’ivry ci si trova in Cina. Una Cina francese. Tutti i negozi hanno insegne in cinese e i prodotti che offrono sono esclusivamente del loro paese. A me colpisce la varietà di frutta e verdura che espongono i piccoli e grandi supercati: colori ed odori che non avevo mai visto e sentito. frutta Persone in fila che aquistano strani meloni fucsia dall’odore disgustoso.

C’è un supermercato dove vale la pena entrare, che è il gigantesco “Tang freres“. Si può trovare di tutto ed ho l’impressione che tutti i ristoranti cinesi di parigi facciano la spesa lì. Alla cassa si presentano piccole cinesine con una media di tre carrelli stracarichi a persona, con pacchi di riso da 10 chili e scatole e scatole di involtini primavera.

Anch’io compro qualcosina da Tang e superati gli indugi iniziali, ho persino cominciato a prendere delle fantastiche zuppette liofilizzate, dove non si capisce bene cosa ci sia dentro (è scritto tutto in cinese) e che malgrado l’incredibile varietà , sembrano tutte uguali. Puoi prendere dai funghi ai gamberetti al maiale , ma puoi stare certo che il sapore sarà sempre lo stesso. L’unica differenza è nell’aroma, quella cambia. La sola scritta in inglese o francese è quella che indica l’assenza di conservanti e questo particolare mi ha convinta! Al piano superiore si trovano piatti bacchette e quei piccoli fantastici souvenirs tipicamente cinesi, di cui io ho fatto incetta!

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